Imperfetto o passato prossimo? Questo è il dilemma. E questo dilemma non affligge soltanto chi sta imparando l’italiano, ma talvolta anche gli stessi madrelingua!

Il loro uso può sembrare piuttosto semplice, essendo anche i tempi verbali studiati immediatamente dopo il presente. Tuttavia le loro differenze possono essere a volte abbastanza sottili da mettere in difficoltà anche gli studenti più esperti.

Per poter comprendere questi due tempi verbali, bisogna innanzitutto tenere in considerazione due aspetti fondamentali: il momento dell’azione, ossia quando è avvenuta un’azione passata, e il modo in cui si svolge, cioè com’è avvenuta una determinata azione nel passato.

Prima di approfondire l’argomento, vorrei sottoporti una domanda, cui sono sicuro saprai rispondere, se non ora, alla fine di questo articolo. Sapresti dirmi qual è la differenza tra queste due frasi?

  1. Da piccolo andavo a sciare ogni inverno.

  2. Da piccolo sono andato a sciare un paio di volte.

Imperfetto e passato prossimo: abitudine o no?

Entrambi i tempi verbali si usano per azioni avvenute nel passato. Ma qual è la differenza e quando si usa l’uno e quando l’altro?

Usiamo l’imperfetto per azioni abituali nel passato, azioni che si sono ripetute più volte. Il passato prossimo, invece, si usa per azioni avvenute nel passato una volta o un numero preciso di volte.

Ecco un esempio:

  • A Natale andavamo sempre a casa dei nonni.

  • La scorsa settimana sono andato a trovare i nonni.

  • Sono andato a trovare i nonni centinaia di volte.

Come puoi vedere, la prima frase indica un’azione abituale, sottolineata dal “sempre”, per questo abbiamo usato l’imperfetto. Nella seconda frase, invece, l’azione è avvenuta “la settimana scorsa”, indicando un momento preciso, per cui si usa il passato prossimo. Nella terza, infine, si specifica “centinaia di volte”, per questo si usa ancora il passato prossimo.

Questa è la differenza fondamentale, ma ce ne sono tante altre. Andiamo a vederle!

imperfetto e passato prossimo differenze

Imperfetto vs passato prossimo: la durata nel tempo

L’imperfetto viene anche usato per descrivere o narrare un evento durato nel tempo, di cui non si specificano l’inizio e la fine, o semplicemente un’ambientazione. Parliamo quindi di un tempo nel passato lungo e non specifico:

  • Faceva molto caldo e tutti si tuffavano in mare.

  • Il sole splendeva, gli uccellini cinguettavano e tutti eravamo felici.

Si può anche usare per descrivere delle persone:

– I miei nonni erano molto affettuosi con me.

– Mia cugina aveva un bellissimo sorriso.

Usiamo invece il passato prossimo quando parliamo di azioni passate, anche una serie di azioni, avvenute in un periodo di tempo definito, per lo più breve.

  • Stamattina ha fatto molto caldo e mi sono tuffato in mare.

  • Ieri ho fatto il bucato, ho pulito casa e ho cucinato uno stufato.

Negli esempi con l’imperfetto parliamo di un tempo non specifico, probabilmente più lungo rispetto a quelli con il passato prossimo, in cui invece abbiamo un tempo limitato, chiuso (stamattina ha fatto caldo, dopo probabilmente la temperatura si è abbassata). Qui si parla di azioni specifiche consecutive, che sono iniziate e si sono concluse in un determinato periodo di tempo.

Il passato prossimo può anche essere usato per un periodo di tempo più lungo, l’importante è che sia sempre delimitato e specifico. Ecco due esempi:

  • Dal 2005 al 2008 ho frequentato l’università.

  • Sono stati insieme per 5 anni.

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Azioni contemporanee

Se parliamo di azioni che avvengono contemporaneamente, possiamo trovare sia l’imperfetto che il passato prossimo. Ma allora come facciamo a capire quale usare?

Se le azioni sono contemporanee e durano nel tempo, si usa l’imperfetto per entrambe:

  • Mentre suonavo la chitarra, Marco preparava la cena.

Ma sapresti dire allora perché nel seguente esempio usiamo anche il passato prossimo?

  • Mentre suonavo la chitarra, hanno bussato alla porta.

Qui ho usato sia l’imperfetto (suonavo) che il passato prossimo (hanno bussato). Ci sono due azioni contemporanee ma con due caratteristiche diverse: la prima dura in un tempo non specifico (non si sa per quanto tempo ho suonato la chitarra), la seconda è un’azione precisa, momentanea, che si può misurare nel tempo (il bussare alla porta è durato un momento specifico e ha interrotto l’azione precedente, quella del suonare).

Nel seguente caso, invece, usiamo il passato prossimo per entrambe le frasi:

  • Nel momento in cui ho aperto la porta, il vento ha fatto sbattere la finestra.

Anche qui le azioni sono contemporanee, ma entrambe sono momentanee, durano solo un istante.

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Imperfetto e passato prossimo con i verbi modali

Come si utilizzano questi tempi con i verbi modali? Con i verbi modali, che sono dovere, potere, volere e sapere, si possono usare sia l’imperfetto che il passato prossimo, in base a ciò che si vuole comunicare.

Se si conosce l’esito dell’azione e si sa che è avvenuta, si usa il passato prossimo, se invece il risultato è incerto e non si sa se poi l’azione è avvenuta, si usa l’imperfetto. Ma cosa vuol dire in pratica? Facciamo un esempio:

  • Ho voluto incontrarlo per parlagli.

  • Volevo incontrarlo per parlargli.

Qual è la differenza tra queste due frasi? Nel primo caso, si sottintende che l’azione è andata a buon fine: ho voluto incontrarlo e l’ho fatto. Nella seconda frase, invece, volevo incontrarlo ma non si sa se l’ho fatto, probabilmente non ci sono riuscito. Magari si sottintende “ma non ho avuto il coraggio di chiamarlo”, o qualcosa del genere.

Vediamone un altro:

  • Ha saputo gestire la situazione come meglio poteva.

  • Sapeva gestire la situazione, ma le cose non sono andate come previsto.

Nel primo caso è riuscito a gestire la situazione, nel secondo, nonostante ne fosse in grado, non ci è riuscito a causa degli imprevisti che sono sopraggiunti.

Ancora uno:

  • Ho potuto concludere l’affare senza problemi.

  • Potevo concludere l’affare prima che arrivasse lui.

Nella prima frase sono riuscito a concludere l’affare, nel secondo, pur avendone la capacità, è arrivato lui a rovinare tutto e probabilmente non ci sono riuscito.

Imperfetto e passato prossimo: ricapitoliamo!

Ripassiamo insieme cosa abbiamo imparato finora.

Imperfetto

L’imperfetto si riferisce ad eventi passati abituali, avvenuti in un periodo di tempo di cui non si conosce l’inizio e la fine o la durata precisa:

  • Da piccolo guardavo sempre i cartoni animati.

Può trattarsi di una serie di azioni che avvenivano abitualmente:

  • Da piccolo mi alzavo presto, facevo colazione, guardavo la tv ed andavo a scuola tutti i giorni.

Si usa per descrivere o narrare degli eventi in un passato indefinito, o un’ambientazione:

  • C’era una volta una principessa che aspettava il suo principe azzurro.

  • Era una bella giornata, il cielo era azzurro ed il sole splendeva.

Inoltre lo usiamo per parlare di eventi simultanei nel passato, che avvenivano contemporaneamente o almeno nello stesso periodo di tempo in maniera duratura.

  • Mentre studiavo all’università, alloggiavo in una casa per studenti.

Con i verbi modali, si usa l’imperfetto se non si conosce l’esito di un’azione, che si sottintende non sia andata a buon fine:

  • Dovevo uscire, ma pioveva molto.

Qui si sottintende che, dato che pioveva, non sono più uscito anche se ne avevo l’intenzione.

 

Passato prossimo

Il passato prossimo, invece, si riferisce ad azioni ed eventi circoscritti nel tempo, con un inizio ed una fine determinati:

  • Ieri ho incontrato Claudia per il corso.

Può trattarsi anche di una serie di azioni consecutive, di cui si conosce sempre il momento o la durata:

  • Stamattina mi sono alzato, ho fatto colazione e sono andato al lavoro.

Può riferirsi ad un’azione che può essere avvenuta nel passato una o più volte, l’importante è che si sappia il momento preciso (che può essere specificato o sottinteso):

  • Da piccolo una volta ho guardato un film horror che mi ha sconvolto

(una volta sola, non sempre come nell’esempio con l’imperfetto, in cui guardavo sempre i cartoni animati).

Può seguire l’imperfetto nel caso in cui ci sono due azioni contemporanee, di cui la prima è duratura mentre la seconda è momentanea:

  • Mentre passeggiavo, ho incontrato un caro amico (probabilmente l’ho solo salutato e poi ho continuato la mia passeggiata).

Può invece seguire un altro passato prossimo nel caso in cui ci siano due azioni contemporanee ma entrambe momentanee:

  • Quando Giorgio è arrivato, lo abbiamo accolto calorosamente.

Il passato prossimo infine si usa con i verbi modali quando si sottintende che l’azione è andata a buon fine:

  • Ho dovuto prendere il treno per andare a trovarlo.

Qui si capisce che alla fine il treno l’ho preso per raggiungere il mio scopo.

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Ragazzo che ha ripassato con successo i tempi verbali

E il passato remoto?

Ora che dovresti avere un po’ più chiara la differenza tra imperfetto e passato prossimo, vorrei menzionare brevemente anche un altro tempo verbale che spesso crea molti dubbi sul come e quando usarlo: il passato remoto.

Cosa cambia rispetto agli altri due tempi di cui abbiamo parlato?

Il passato remoto, come il passato prossimo, si riferisce ad azioni passate concluse, avvenute in un determinato periodo di tempo. A volte non è sbagliato usare l’uno o l’altro, ma generalmente c’è una differenza.

Il passato remoto, come suggerisce il nome, si riferisce ad eventi avvenuti in un passato lontano, remoto, che non ha più nulla a che fare con il presente. Il passato prossimo invece fa riferimento ad eventi che, seppur conclusi, continuano ad avere una seppur minima interferenza con il presente.

Spesso si tratta di una sfumatura che sta anche un po’ all’interpretazione di chi parla o scrive, che percepisce una certa distanza psicologica dagli eventi di cui narra.

Ecco un esempio:

  1. Nel 1492 Cristoforo Colombo scoprì l’America.

  2. Gli scienziati hanno scoperto un nuovo vaccino.

Nella prima frase parliamo di un evento avvenuto in un passato remoto, che percepiamo molto distante da noi. Nella seconda, pur non essendoci una data specifica, è chiaro che l’evento è avvenuto di recente, magari nei giorni scorsi, e, anche se ormai è concluso, potrebbe influenzare la nostra vita presente.

Il passato remoto nelle varie regioni

Sebbene questa sia la regola generale, meritano un accenno anche le differenze regionali in Italia. Solitamente al Nord Italia viene usato di più il passato prossimo, mentre al Sud, soprattutto in Sicilia, il passato remoto è molto più utilizzato. Un siciliano ad esempio direbbe “ieri andai al mercato” invece di “ieri sono andato al mercato”. Quindi non stupirti se senti questa differenza!

L’imperfetto per gli stranieri

Per alcuni paesi, ad esempio la Germania, l’imperfetto potrebbe sembrare un concetto più complicato da interiorizzare, non esistendo come forma verbale nella loro lingua. In tedesco infatti si usa un’unica forma, il Präteritum, per l’imperfetto ed il passato remoto italiani, il che può creare alcune difficoltà nella comprensione delle differenze tra le varie forme.

Niente paura però! Con un po’ di esercizio e di pratica vedrai che sarà tutto molto più semplice e, col tempo, ti verrà automatico capire al volo quale di queste forme vada utilizzata in base al contesto.

Imperfetto o passato prossimo?

Proviamo ora a capire se hai interiorizzato la differenza sostanziale tra queste due forme verbali. Ecco alcune frasi incomplete, in cui ti fornisco le due opzioni possibili da usare. Sapresti dirmi se ci vuole l’imperfetto o il passato prossimo? Scrivimelo nei commenti!

  1. Nell’aprile del 2015 [andavo / sono andato] negli Stati Uniti.

  2. Da piccolo [andavo / sono andato] ogni anno negli Stati Uniti.

  3. Mentre [parlavamo / abbiamo parlato], Luca [ci interrompeva / ci ha interrotti].

  4. Ieri, quando [incontravo / ho incontrato] Andrea, [ci salutavamo / ci siamo salutati].

  5. [Dovevo / ho dovuto] accompagnare mio padre in aeroporto, ma [preferiva / ha preferito] prendere il taxi.

  6. [Volevo / ho voluto] telefonargli per chiarire la situazione, così ci siamo riappacificati.

  7. [Eravamo / siamo stati] per strada mentre [pioveva / ha piovuto].

Vuoi imparare a usare PASSATO PROSSIMO e IMPERFETTO come un VERO ITALIANO? Ho scritto un libro per te! 🙂

Stay tuned!

Spero che adesso sia un po’ più chiara la differenza tra questi tempi verbali. A breve usciranno altri quiz sulla differenza tra imperfetto e passato prossimo, perciò… stay tuned!

P.S.: hai saputo rispondere alla domanda che ti ho posto all’inizio dell’articolo? Sono sicuro di sì! Scrivila nei commenti, e se hai domande non esitare a commentare!

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